Dlaczego jeden grzejnik jest zimny, a inne gorące? Kryzowanie i równoważenie hydrauliczne instalacji C.O.

La caldaia funziona correttamente, il combustibile o il gas brucia, eppure una stanza della casa rimane ostinatamente fredda, mentre il resto si riscalda senza problemi. Spesso il problema non è l'apparecchio di riscaldamento, ma la distribuzione dell'acqua tra i radiatori. In questo articolo spieghiamo in cosa consiste il bilanciamento tramite diaframmi dei radiatori e ciò che oggi gli ingegneri chiamano bilanciamento idraulico dell'impianto, quando la casa ne ha realmente bisogno e come affrontare l'argomento in base al tipo di impianto installato in casa.

Un radiatore freddo, gli altri caldi: un sintomo tipico

Lo scenario è quasi sempre lo stesso. I radiatori vicini al locale caldaia sono caldi, a volte addirittura roventi, mentre quelli più lontani sono appena tiepidi o completamente freddi, nonostante l'intero impianto funzioni e la caldaia lavori normalmente. Di solito gli abitanti sospettano un guasto, mentre la causa più comune è semplicemente una distribuzione non uniforme del flusso d'acqua tra i vari radiatori.

Perché l'acqua sceglie il percorso di minor resistenza

Immagina diverse strade che partono dallo stesso luogo e conducono a destinazioni diverse: una è breve e libera, le altre sono lunghe e piene di curve. La maggior parte degli automobilisti sceglierà la prima, anche se non deve necessariamente arrivare proprio lì. L'acqua in un impianto di riscaldamento si comporta in modo molto simile. La pompa di circolazione la spinge sotto pressione verso tutti i radiatori contemporaneamente, ma l'acqua scorrerà più volentieri dove il percorso è più breve e presenta meno “curve”, cioè verso i radiatori più vicini alla caldaia.

Questi radiatori vicini ricevono quindi più acqua di quanta ne abbiano effettivamente bisogno, mentre quelli lontani devono accontentarsi dei residui di ciò che la pompa riesce ancora a spingere fin lì. Senza alcun intervento, questa situazione non migliorerà da sola, perché l'acqua sceglierà sempre il percorso più facile.

Che cosa sono il bilanciamento tramite diaframmi e il bilanciamento idraulico

Prima di proseguire, vale la pena distinguere due concetti che si confondono facilmente, perché nel linguaggio quotidiano sono usati come sinonimi, anche se non lo sono del tutto.

Dal diaframma alla preregolazione

In passato, per strozzare il flusso verso un radiatore troppo “vorace”, vi si installava un diaframma, cioè un piccolo anello metallico con un foro ridotto, avvitato all'interno della valvola, esattamente nel punto in cui questa si collega al tubo. Il foro del diaframma limitava fisicamente la quantità d'acqua che poteva attraversarlo. Il problema era che sostituire il diaframma con un altro, con un foro di diametro diverso, richiedeva di scaricare l'acqua dall'intero impianto, quindi quello installato una volta veniva generalmente lasciato per anni.

Nelle moderne valvole termostatiche lo stesso ruolo è svolto dalla preimpostazione. Al posto dell'anello metallico intercambiabile c'è una manopola o un anello graduato che limita quanto può aprirsi la valvola, anche quando la testa termostatica “chiede” il massimo flusso di calore. È possibile ruotarla in qualsiasi momento, senza svuotare l'impianto, il che è molto più comodo rispetto al vecchio dispositivo di bilanciamento. Non è la stessa cosa della cifra sulla testa stessa, che determina quanti gradi devono esserci nella stanza. La preimpostazione funziona indipendentemente da quella cifra e stabilisce il limite massimo della portata, prima ancora che la testa riesca a richiedere qualcosa.

Bilanciamento dei radiatori e bilanciamento idraulico: la differenza non sta solo nel nome

Qui però la questione si complica, perché il “bilanciamento dei radiatori” e il “bilanciamento idraulico” non sono semplicemente il vecchio e il nuovo nome della stessa attività. Il bilanciamento dei radiatori, nel senso comune, di solito consiste in un tentativo fai da te per tentativi ed errori: qualcuno chiude la valvola di mezzo giro, dopo alcune ore controlla se il radiatore è diventato più caldo e ripete il procedimento per tentativi finché il risultato non sembra soddisfacente.

Il bilanciamento idraulico, in senso ingegneristico, è qualcosa di più del semplice girare una valvola. È un processo metodico: prima si calcola quanta acqua dovrebbe ricevere ogni radiatore, tenendo conto della sua potenza e delle perdite di carico lungo il percorso, poi si impostano i valori secondo questi calcoli e infine si verifica tramite misurazioni se le portate effettive corrispondono alle ipotesi. Negli edifici di grandi dimensioni è inoltre richiesto dalla norma tecnica PN-EN 14336, che impone di documentare tale processo mediante un verbale. In una casa unifamiliare raramente si procede in modo così formale, ma il principio resta lo stesso: è meglio puntare a una soluzione calcolata piuttosto che casuale, anche se quest'ultima è comunque meglio di niente.

La tua casa ne ha bisogno?

Non ogni impianto richiede una regolazione aggiuntiva. Una casa con diametri dei tubi adeguatamente scelti e impostazioni derivanti dal progetto dell'impianto, in molti casi, gestisce la distribuzione del calore senza strozzare drasticamente i singoli radiatori. È bene saperlo prima che qualcuno ti convinca che il bilanciamento dei radiatori sia un servizio obbligatorio per ogni casa, senza eccezioni.

Un segnale che vale la pena approfondire è una differenza di temperatura evidente e persistente tra i radiatori vicini e lontani dalla caldaia, che si ripete stagione dopo stagione, anche dopo aver verificato le cause più semplici descritte di seguito.

Prima di iniziare il bilanciamento, verifica le cause più semplici

Il sintomo del radiatore freddo viene spesso confuso con un problema che richiede la regolazione delle valvole, anche se la causa è completamente diversa. Prima di prendere la chiave per le impostazioni, conviene escludere innanzitutto tre o quattro possibilità.

  • Aria nell'impianto. L'aria nel radiatore o nella pompa di circolazione provoca un sintomo molto simile a una distribuzione errata del flusso. Prima di iniziare a regolare le valvole, verifica se il problema scompare dopo una semplice rimozione dell'aria dalla pompa e dall'impianto.
  • Ago della valvola bloccato. Dopo una lunga pausa estiva, quando la testa termostatica ha tenuto premuta la valvola nella stessa posizione per mesi, la sua parte mobile può incollarsi e smettere di reagire. Sembra che non risponda alla regolazione, mentre in realtà la valvola ha semplicemente bisogno di essere sbloccata delicatamente, non di una modifica dell'impostazione.
  • Impianto intasato. I depositi che si accumulano per anni nei tubi limitano il flusso, proprio come un'impostazione non corretta. Se il radiatore è freddo nella parte inferiore e caldo in quella superiore, di solito è un segno che può essere utile il lavaggio dell'impianto, non la regolazione delle valvole.
  • Impostazione errata della pompa di circolazione. Una modalità di funzionamento della pompa troppo bassa può causare lo stesso sintomo della mancanza di bilanciamento, ma in questo caso la causa risiede nell'impostazione della pompa stessa, non nelle valvole dei radiatori.

Solo dopo aver escluso queste quattro possibilità, se la differenza di temperatura tra i radiatori persiste, conviene passare al vero bilanciamento idraulico.

Ogni impianto è diverso

Il bilanciamento dei radiatori varia a seconda di come è realizzato il tuo impianto.

Impianto a due tubi

Nel classico impianto bitubo, ogni radiatore dispone di un tubo separato che porta l’acqua calda e di un altro tubo separato che la riporta alla caldaia. La preregolazione viene impostata direttamente sulla valvola del radiatore interessato e, a seconda della struttura della valvola, la regolazione può essere effettuata dal lato della mandata oppure dal lato del ritorno. Il principio è comune a entrambe le varianti: i radiatori più vicini alla fonte di calore ricevono un’impostazione più bassa, cioè una portata maggiormente strozzata, mentre quelli più lontani ricevono un’impostazione più alta, per bilanciare le resistenze lungo l’intero impianto.

Impianto monotubo

Negli impianti monotubo più vecchi, l’acqua scorre in serie attraverso i radiatori successivi all’interno di un unico circuito comune, come le luci di Natale collegate una dopo l’altra nei vecchi tipi di lampadine. Strozzare eccessivamente il primo radiatore della sequenza può limitare significativamente o addirittura interrompere il flusso verso tutti quelli successivi dello stesso circuito, perché non dispongono di una propria via di ritorno indipendente. La regolazione in un impianto di questo tipo richiede quindi molta più cautela rispetto a un impianto bitubo.

Impianto a collettori, ovvero riscaldamento a pavimento

Nel riscaldamento a pavimento basato su collettori, la regolazione è completamente diversa rispetto a quella con le valvole dei radiatori. Invece di ruotare un anello graduato, si imposta una portata specifica sui piccoli indicatori chiamati flussometri, collocati sulla barra comune del collettore. Il valore viene indicato in litri al minuto, non in giri della valvola. I circuiti più corti, ad esempio quelli di un bagno piccolo, richiedono una riduzione della portata, mentre i circuiti più lunghi delle stanze grandi ne hanno bisogno di una maggiore, per distribuire abbastanza calore lungo tutta la loro lunghezza. La scelta dei collettori e dei gruppi di pompaggio adatti è direttamente importante per la facilità e la precisione di questa regolazione, così come la stessa pompa di circolazione scelta per il riscaldamento a pavimento.

L’errore più comune: aumentare la velocità della pompa invece di regolare le valvole

Un comportamento naturale, quando i radiatori più lontani non riscaldano abbastanza, è portare al massimo la velocità della pompa di circolazione, nella speranza che una pressione più elevata riesca finalmente a spingere il calore dove serve. È un errore che, invece di risolvere il problema, di solito lo aggrava. Una pompa impostata alla velocità massima favorisce ancora di più i radiatori più vicini alla fonte di calore, perché continuano ad avere la resistenza minore e assorbono la maggior parte del flusso aggiuntivo. Il risultato può essere un funzionamento rumoroso dell’impianto e un consumo di elettricità sensibilmente più elevato.

La corretta impostazione della pompa, che descriviamo più dettagliatamente nell’articolo sulle modalità di funzionamento della pompa di circolazione, è importante, ma non sostituisce la regolazione delle valvole. Anche la pompa scelta meglio non può compensare gli errori nella distribuzione del flusso se l’acqua finisce comunque immediatamente nei circuiti con la minore resistenza. Solo la combinazione di una pompa efficiente e di valvole correttamente equilibrate garantisce il massimo risultato.

Cosa ottieni con un impianto correttamente equilibrato

Uno studio indipendente sull’argomento, noto come progetto Optimus e condotto dall’università tedesca Ostfalia Hochschule, ha rilevato in molti edifici residenziali un risparmio medio di energia termica di circa 10 kilowattora per metro quadrato all’anno dopo il bilanciamento idraulico. La riduzione delle perdite di calore dovute alla distribuzione irregolare del flusso consente anche di abbassare in modo più sicuro la temperatura del fluido termovettore senza compromettere il comfort. Per una tipica casa unifamiliare, ciò si traduce solitamente in una riduzione di pochi punti percentuali del consumo annuo di energia termica; è quindi un vantaggio concreto, ma moderato, non una soluzione miracolosa per tagliare drasticamente le bollette.

Oltre al risparmio in sé, ottieni soprattutto un comfort termico uniforme in tutta la casa e la possibilità di ridurre ulteriormente e in sicurezza la temperatura di mandata della caldaia, come descriviamo nell’articolo sulla temperatura dell’acqua nell’impianto. Un impianto equilibrato è la base su cui costruire in modo sensato ulteriori risparmi.

Se cerchi accessori che facilitino la regolazione e l’ammodernamento dell’impianto, nella nostra offerta trovi pompe di circolazione e accessori per impianti adatti a diversi tipi di fonti di calore; per saperne di più sulla scelta della pompa, leggi l’articolo sulle pompe di circolazione a risparmio energetico per il riscaldamento centralizzato.

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Domande frequenti

Che differenza c’è tra il bilanciamento idraulico e le preimpostazioni?

È l’evoluzione della stessa idea. La restrizione era un elemento fisico e fisso che limitava la portata, avvitato nella valvola. La preregolazione è una soluzione più moderna integrata nella valvola termostatica, che può essere modificata in qualsiasi momento senza scaricare l’acqua dall’impianto.

Come eseguire il bilanciamento dei radiatori sul ritorno?

In un impianto a due tubi, la preregolazione si imposta sulla valvola del radiatore, sul lato in cui si trova l’elemento di regolazione dello specifico modello di valvola. Il valore preciso dipende dal progetto dell’impianto e dalle resistenze dell’intero sistema, quindi non esiste un unico valore universale adatto a ogni abitazione.

Chi è responsabile dei termosifoni freddi in un condominio?

Negli edifici plurifamiliari, la regolazione delle colonne montanti del riscaldamento spetta solitamente all’amministratore o al condominio, mentre l’intervento autonomo del residente sulla restrizione della colonna montante può essere limitato dal regolamento condominiale. Conviene segnalare il problema all’amministrazione invece di procedere autonomamente alla regolazione.

Ogni impianto richiede un bilanciamento idraulico?

No. Gli impianti progettati con diametri delle tubazioni e impostazioni adeguati, derivati dal progetto, possono autoregolarsi parzialmente senza ulteriori strozzature drastiche. La regolazione ha senso soprattutto quando si osserva una differenza di temperatura evidente e ricorrente tra i radiatori.

Perché i radiatori sono ancora freddi dopo aver aumentato la velocità della pompa di circolazione?

Una velocità maggiore della pompa aumenta la portata soprattutto nei circuiti con la minore resistenza, cioè quelli più vicini alla fonte di calore. I radiatori più lontani non riceveranno comunque abbastanza acqua finché non sarà corretta la distribuzione della portata sulle valvole; inoltre, la pompa genera più rumore e consuma più energia elettrica.

Quanti litri al minuto impostare sul flussometro del riscaldamento a pavimento?

Il valore dipende dalla lunghezza del circuito e dal suo carico termico. I circuiti più corti, ad esempio quelli dei locali piccoli, richiedono una portata inferiore, mentre quelli più lunghi nelle stanze grandi ne richiedono una maggiore, affinché ciascuno ceda la quantità di calore adeguata lungo tutta la sua lunghezza. I valori precisi vanno stabiliti preferibilmente in base al progetto dell’impianto.

È necessario bilanciare il radiatore dopo ogni pausa estiva?

Non sempre. Dopo la pausa estiva, spesso il problema è un otturatore della valvola bloccato oppure la presenza di aria nell’impianto, più che una reale necessità di modificare le impostazioni. Conviene prima escludere queste cause più semplici, prima di procedere alla regolazione delle valvole.

 

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