Kryteria wyboru hydroforu

L’autoclave è un impianto a pressione che facilita l’utilizzo dell’acqua per uso domestico. Gli elementi integranti del gruppo autoclave sono il serbatoio a pressione, la pompa e il pressostato. Il sistema mantiene la corretta pressione del fluido nelle tubazioni dell’impianto idraulico. L’autoclave protegge la pompa dell’acqua da un funzionamento eccessivo e garantisce un flusso d’acqua costante. L’installazione di un’autoclave è necessaria quando si utilizza una propria fonte d’acqua o quando la pressione nel punto di collegamento alla rete idrica è troppo bassa.

Come scegliere un buon autoclave?

  1. Capacità del serbatoio a pressione. Le dimensioni del serbatoio dell’autoclave dipendono dal fabbisogno massimo di acqua dell’edificio servito. Se l’autoclave deve rifornire di acqua per uso domestico una casa unifamiliare, la sua capacità non dovrebbe essere inferiore a 100 litri. Tutto dipende dal numero di abitanti e dalla quantità d’acqua consumata. In questo contesto sono importanti anche le dimensioni dell’impianto idraulico dell’edificio.
  2. Forma del serbatoio a pressione. I serbatoi a pressione per gruppi autoclave sono disponibili in diverse forme, anche se il modello cilindrico è il più diffuso. Il serbatoio cilindrico può avere orientamento verticale o orizzontale. La variante specifica deve essere adattata allo spazio disponibile nel locale. Nel caso di installazione del serbatoio in cantina, di solito non ci sono particolari limitazioni. Tuttavia, possono sorgere difficoltà se si desidera installare il serbatoio in bagno, ad esempio in un mobile sotto i lavabi.
  3. Tecnologia di realizzazione del serbatoio. I serbatoi per autoclave possono essere a membrana (a diaframma) o zincati. I serbatoi a membrana sono dotati di una camera in gomma per l’accumulo dell’acqua. Vengono utilizzati soprattutto in ambienti chiusi, poiché la membrana non dovrebbe essere esposta ai raggi UV. I serbatoi zincati, invece, resistono agli agenti atmosferici e possono quindi essere installati all’esterno. Negli ultimi anni, i serbatoi a membrana hanno acquisito una popolarità sempre maggiore; a differenza dei serbatoi a diaframma, sono dotati di una membrana in posizione perpendicolare rispetto al serbatoio, il cui interno è rivestito con uno speciale strato adatto al contatto con l’acqua potabile. Questi serbatoi sono praticamente esenti da manutenzione, poiché il livello di pressione al loro interno deve essere controllato solo una volta all’anno. La società PHU DAMBAT è stata una delle prime a introdurre sul mercato polacco questo tipo di serbatoi, contrassegnati come IBO ITALY FIX, nella cui produzione sono stati utilizzati diaframmi italiani. Il principale vantaggio di questo tipo di serbatoi è la garanzia estremamente lunga, pari a ben 5 anni.
  4. Tipo di pompa per autoclave. Nei gruppi autoclave si utilizzano pompe di superficie (autoadescanti) o pompe sommerse. Le prime vengono installate accanto al serbatoio o sopra di esso. È tuttavia importante tenere presente che questo tipo di pompa è caratterizzato da un livello di rumore elevato, pertanto non dovrebbe essere collocata nei locali di servizio, ma ad esempio in cantina. Le seconde si trovano sotto la superficie dell’acqua, ma per installarle è necessario disporre di un pozzo profondo. La pompa sommersa deve essere installata se il livello dell’acqua nel pozzo si trova a una profondità superiore a 7-8 metri. Le pompe per autoclave possono inoltre essere monostadio o multistadio e avere un’alimentazione monofase o trifase.
  5. Potenza della pompa per autoclave. La potenza della pompa deve essere adeguata al fabbisogno di acqua per uso domestico. La regola generale è che la portata della pompa deve essere superiore al consumo d’acqua previsto. È importante non solo il valore del fabbisogno d’acqua dell’edificio Qmax, ma anche l’altezza minima richiesta della pressione dell’acqua in uscita dalla centrale di pressurizzazione Hmin. Sulla base di questi valori è possibile determinare l’altezza di sollevamento richiesta Hp del gruppo autoclave, in base alla quale si sceglie la potenza della pompa. A questo scopo è necessario analizzare la scheda di selezione del prodotto. Per questo criterio bisogna tenere conto della portata del pozzo. Purtroppo, gli acquirenti spesso ritengono che più potente sia la pompa, meglio sia; tuttavia, questa supposizione è spesso errata. Soprattutto nei periodi di siccità, gli utenti che dispongono di pompe molto efficienti, con una portata superiore a 100 l/min, sono esposti al cosiddetto funzionamento a secco, che può causare il grippaggio della pompa. Durante la siccità, il livello dell’acqua nel pozzo generalmente si abbassa e, se la pompa ha una portata elevata, esiste il rischio di interrompere la colonna d’acqua, facendo funzionare la pompa senza acqua. Di conseguenza, la parte idraulica può grippare e a quel punto non resta che acquistare una pompa nuova.
    Per questo tipo di pompe è consigliabile installare una protezione aggiuntiva contro il funzionamento a secco, che consenta al dispositivo di funzionare senza problemi per molti anni.
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